L’Argentario, un’antica isola saldatasi nel corso dei secoli al continente, è oggi un alto promontorio roccioso di 39 km, sovrastato al nord dal Monte Telegrafo (m 635), cui fanno corona le isole del Giglio, Giannutri, Capraia, Montecristo, Pianosa e Gorgona.
Si può percorrere tutto l’anello stradale che abbraccia il monte Argentario, con tratti di strada sterrata dove si possono ammirare splendidi panorami e suggestive calette dalle acque turchesi. Il promontorio è coperto da una folta macchia mediterranea, oliveti, agrumeti, vigne. A Monte Telegrafo inoltre si può visitare il Convento dei Frati Passionisti. Voluto da San Paolo della Croce nel XVIII° secolo durante la malaria, simboleggiava una sfida culturale e spirituale. Salendo si trova il ritiro di San Giuseppe che un tempo ospitava i novizi.
La vetta del Monte, Punta Telegrafo, si pone come culmine di un itinerario di grande suggestione, in cui rifugiarsi per godere una pace che solo luoghi come questo riescono a offrire.
I panorami unici che che regala Punta Telegrafo, sul Monte Argentario, dopo aver pranzato tra i boschi al Convento dei Frati Passionisti, la bellezza incomparabile della laguna di Orbetello al tramonto, da ammirare lungo la ciclabile che la attraversa a pelo d’acqua proprio nel mezzo, i benefici e salutari bagni di acqua sulfurea alle Terme di Saturnia, o semplicemente giornate dedicate alla visita delle innumerevoli rovine etrusche, ai nostri parchi riserva o ai paesi medievali sul tufo, ai laghi circostanti, e alle isole dell’Arcipelago. Senza parlare delle nostre stupende spiagge selvagge, disabitate per chilometri e chilometri, raggiungibili solo a piedi o in bicicletta, ma fornite di alcuni bagni per chi ama la comodità.
Innumerevoli le escursioni e le convenzioni che dal nostro agriturismo si possono effettuare sul territorio circostante per godere di questi e altri itinerari. Sarà nostra premura indirizzarvi e consigliarvi per vivere ricordi indimenticabili di una delle terre più belle d’Italia!
MONTE ARGENTARIO
I TOMBOLI
Il Tombolo della Giannella è una striscia di terra lunga circa 6 km e larga poco più di 300 metri, che va dal Monte Argentario fino alla foce del fiume Albegna. Si è formato grazie al trasporto degli apporti sabbiosi di questo fiume. La fauna è molto ricca e caratterizzata da rapaci, gufi, volpi ed anche sconcigli. La vegetazione è costituita da lentisco, mirto, fillirea, cisto e zagara.
Fino a tutto il 1700, la Riserva naturale Duna Feniglia era completamente ricoperta di boschi, ma nel 1908 il Comune di Orbetello la vendette a privati che la utilizzarono per i pascoli e il legname. Tale sfruttamento la portò però presto alla deforestazione: la scomparsa della vegetazione lasciò la duna scoperta ed ebbe inizio un veloce processo di erosione. Sotto l’azione del libeccio, le sabbie cominciarono a muoversi verso la laguna, che iniziò ad interrarsi creando specchi d’acqua ed acquitrini. Nel 1910 la Feniglia divenne Demanio Forestale e si procedette al rimboschimento per circa 460 ettari di estensione. Nel 1971, infine, su Decreto governativo la duna Feniglia fu dichiarata Riserva Forestale di Protezione in virtù delle importanti funzioni che essa svolge. All’interno della riserva, sul lato laguna, sono presenti alcuni osservatori ornitologici, un percorso naturalistico per non vedenti ed un percorso ginnico.
Nel 1610 il celeberrimo pittore Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, vi giunse da Napoli sbarcando prima a Palo e poi a Porto Ercole; in fuga per problemi con la legge, egli si rifugiò tra i malsani acquitrini della Feniglia dove morì, come testimonia la lapide in sua memoria posta all’inizio del Parco.
Il tombolo centrale è occupato dalla città di Orbetello.
ITINERARI FAUNISTICI
Oasi WWF Orbetello è stata creata nel 1971 per proteggere le zone umide e favorire uno sviluppo sostenibile. Inizialmente copriva 870 ettari, oggi ha raggiunto i 1500 ettari, di cui 300 di laguna salmastra. Importante per la migrazione di molti uccelli come fenicotteri e aironi, ospita anche insetti rari e mammiferi come la volpe. L’oasi offre tre percorsi: un sentiero ornitologico, uno botanico e uno escursionistico, aperti tutto l’anno.
Il Lago di Burano è un grande stagno costiero salmastro con una spiaggia lunga 12 km, collegato al mare tramite un canale. Qui si trovano oltre 600 specie di piante, come il narciso di mare e il ginepro coccolone. La fauna include 274 specie di uccelli, come fenicotteri e falchi, e mammiferi come l’istrice e il tasso. La duna ospita una vasta varietà di coleotteri, incluso l’Eurynebria complanata. Il sito è aperto da settembre al primo maggio.
Il Parco Naturale dell’Uccellina, istituito nel 1975, si estende per 100 km lungo la costa toscana. Comprende diversi ecosistemi, dai Monti dell’Uccellina alla pineta di Marina di Alberese e alle paludi della Trappola. La fauna è variegata, con cinghiali e daini predominanti, mentre la flora è rappresentata dalla macchia mediterranea con piante come lecci e querce. Il panorama dalla costa è spettacolare, con vista sulle isole. Diverse torri e edifici storici si trovano sui monti circostanti. Un autobus conduce alla località “Pratini”, da dove partono i sentieri nel parco.
ISOLE E PORTI
L’Isola del Giglio è estesa per 2.120 ettari con 28 km di coste scoscese e alcune spiagge nei dintorni di Giglio Porto. L’affascinante borgo medievale di Giglio Castello, racchiuso da un muro di cinta, è zona pedonale con strette viuzze che portano alla rocca. Mulattiere e sentieri attraversano estesi vigneti fino a Giglio Campese, contraddistinto da una possente torre su un’ampia insenatura sabbiosa.
Montecristo è l’isola dell’arcipelago più distante dalla terraferma gode di tutela ambientale eccezionale ospitando specie protette di fauna e flora. Dichiarata Riserva Naturale Biogenetica dal Consiglio d’Europa, si estende su 1.040 ettari raggiungendo i 646 m di altezza.
Porto Santo Stefano è la cittadina più importante del promontorio con due porti molto utilizzati, Porto Vecchio e Porto Nuovo. La cittadina è dominata da una Torre senese del XV secolo. Dal porto è possibile imbarcarsi per raggiungere le varie isole dell’Arcipelago toscano.
Porto Ercole, di origine romana, si trova sulla costa orientale dell’Argentario. Il centro storico presenta importanti luoghi, come la Rocca e i Forti Spagnoli. I tomboli della Giannella e della Feniglia collegano il promontorio alla terra ferma, formando una laguna dove si trova Orbetello, un antico centro etrusco. I resti delle mura poligonali risalgono al IV secolo a. C. Il palazzo della Pretura ospita l’Antiquarium Civico e il Duomo del XIV secolo è un esempio di arte senese.
L’Area del Tufo: Pitigliano, Sovana, Sorano, Saturnia
L’area del Tufo prende nome dal materiale scavato per costruire case, cantine e tombe. Questa zona è resa unica dai resti dell’epoca etrusca, come tombe e strade scavate nel tufo (vie cave), dalle necropoli di Sovana o Poggio al Buco e dai borghi medievali perfettamente conservati come Magliano in Toscana. Grazie alle risorse naturali di grande valore come le Terme di Saturnia e le colline del fiume Fiora, questa area è una delle più belle della Toscana.
Pitigliano, Sorano e Sovana ne sono i tre centri principali.
Pitigliano, situato su un lungo costone di tufo a strapiombo sul fosso Lente, deve la sua origine agli albori della civiltà italica, con reperti risalenti fino al neolitico, passando poi per l’età etrusca e romana ed arrivando infine agli Aldobrandeschi e agli Orsini. Nei dintorni ci sono alcune necropoli etrusche visitabili di notevole importanza, come quella di Poggio Buco, le Sparne e quella del Gradone.
Sorano è arroccata sopra un costone di tufo con la Fortezza Orsini a sovrastarla. Da visitare il Masso Leopoldino (Rocca Vecchia) e la già citata Fortezza Orsini. Per gli appassionati sono possibili escursioni in mountain bike o trekking lungo le antiche vie cave etrusche. Nei dintorni ci sono alcuni complessi rupestri di notevole importanza, come quello di San Rocco e come l’area archeologica di Vitozza sita in prossimità del borgo di San Quirico.
Sovana, i cui dintorni sono ricchi di numerose necropoli etrusche, si presenta perfettamente ristrutturata con una lunga via, che dai ruderi dell’antica Rocca Aldobrandesca porta alla Piazza del Pretorio, per giungere infine alla caratteristica Cattedrale medioevale dei Santi Pietro e Paolo.
Saturnia è costruita su un grande camino di travertino, completamente cintata da mura antecedenti al periodo Etrusco, tali da farla ritenere la prima città della civiltà italica. Nella valle sottostante si trovano le note Terme con l’acqua sulfurea che sgorga a 37°C. A circa 500 mt da esse la cascata, dove in ogni stagione la gente trova il tempo di farsi un bel bagno.
IL GIARDINO DEI TAROCCHI
Nel 1979 iniziarono i primi lavori del Giardino dei Tarocchi. L’ideatrice fu una scultrice francese di fama mondiale: Nikki de Saint Phalle.
Il giardino è costruito tra le meravigliose colline toscane, nel Comune di Capalbio, e rappresenta 22 carte dei tarocchi in ciclopiche sculture di 12-15 m. I primi lavori furono affidati all’esperienza dello scultore Jean Tinguely e subito dopo alla mano d’opera locale. Finita la parte grezza, Nikki iniziò a pensare a come abbellire le sue opere. La sua idea fu’ di rivestirle con mosaici: iniziò cosi’ ad usare specchi, ceramica e una notevole quantità di lastre di vetro pregiato multicolore (vetro di Murano di Venezia). Il suo muro costruito con materiale di zona (tufo) divide la realtà di tutti i giorni dalla affascinante magia del Giardino dei Tarocchi, luogo dove si dissolve anche il concetto del tempo.